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Proposte per una nuova governance e la valorizzazione del personale nel SSN

Le proposte sviluppate nel presente documento si fondano sul convincimento che la riforma della governance e la valorizzazione del personale siano due condizioni necessarie per il miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale. Le priorità in termini di “innovazione necessaria” del SSN sono note e ampiamente dibattute. Riguardano la digitalizzazione dei servizi e lo sviluppo di piattaforme, prima che altri attori occupino il campo, la presa in carico della cronicità e lo sviluppo dei servizi correlati, la medicina personalizzata e genomica, l’assistenza alle persone non autosufficienti.

In ognuno di questi ambiti, la riconfigurazione degli assetti istituzionali e la valorizzazione del personale, manageriale e professionale, costituiscono due fattori abilitanti per l’attuazione dei grandi processi di innovazione di cui il Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno.

Gli assetti istituzionali, intesi come le “regole del gioco” che definiscono ruoli, responsabilità e finalità dei diversi attori che compongono il settore della salute, stabilendo “chi può fare cosa” e introducendo i meccanismi di coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali rappresentano una condizione imprescindibile per l’introduzione di innovazioni tecnologiche e gestionali.

La valorizzazione del personale manageriale e professionale risulta un elemento di fondamentale importanza in un settore, come quello della salute, labour e brain intensive. In assenza di un cambiamento profondo delle logiche e dinamiche, culturali e normative, che caratterizzano l’area di gestione del personale, è difficile pensare di promuovere in modo efficace il cambiamento nelle competenze e nella distribuzione dei compiti fra i diversi professionisti necessario per la trasformazione dei modelli di servizio e l’impiego di nuove tecnologie.

Nel patto I “Per una nuova governance del SSN” sono avanzate quattro proposte per una modifica degli assetti istituzionali a livello nazionale, regionale e aziendale. In particolare: i) è sviluppato un framework organico per livelli diversi di autonomia regionale, introducendo un livello di “autonomia piena” per le regioni virtuose e sollecitando l’attuazione di interventi di razionalizzazione e riqualificazione; ii) è proposta la creazione di una piattaforma nazionale e inter-regionale per lo sviluppo delle competenze, per promuovere un’azione nazionale orientata allo sviluppo e alla diffusione delle capacità manageriali; iii) sono declinate tre possibili soluzioni per il governo del livello regionale, attraverso la costituzione di nuove agenzie e aziende di governo SSR; iv) è affermata l’esigenza di introdurre nuovi modelli di aziende, al fine di permettere alle Regioni di creare di tipologie di aziende coerenti con l’evoluzione del SSN.

Nel patto II “Le persone nel SSN e nelle sue aziende” viene proposta una agenda di azioni da perseguire con intensità e coerenza per accompagnare le trasformazioni istituzionali verso i risultati desiderati. Al fine di rendere più chiaro il senso complessivo di proposte che in parte si intrecciano, le stesse sono state raggruppate in tre aree principali. Le prime due guardano separatamente alle due componenti fondamentali di ogni organizzazione sanitaria: da una parte, il top management ovvero le persone che hanno la responsabilità complessiva e ultima sul funzionamento aziendale e i suoi risultati e, dall’altra, i professionisti ovvero le persone che con il loro sapere e le loro competenze intervengono direttamente nei processi di cura e assistenza e ne condizionano gli esiti. La terza area riguarda la capacità dei sistemi e delle aziende di gestire l’insieme dei fenomeni collegati alle persone in vista del conseguimento dei fini.