Idee nuove per un SSN equo e sostenibile. Una proposta di accademici ed esperti.
Contesto
A cinquant'anni dalla Legge 833 e a trent'anni dalle riforme degli anni Novanta, un gruppo di studiosi di economia sanitaria, epidemiologia e management sanitario propone una revisione organica della normativa sulla salute, auspicando la realizzazione di un Testo Unico che possa costituire la base di confronto tra istituzioni, politica e parti sociali.
Obiettivo del progetto
L’obiettivo dell’iniziativa è elaborare una proposta organica di riforma del Servizio Sanitario Nazionale che:
- salvaguardi i principi del SSN;
- affronti le nuove sfide demografiche, epidemiologiche e organizzative;
- favorisca un dibattito pubblico e istituzionale sulla riforma del sistema sanitario italiano.
I principali segnali di allarme evidenziati
Non è più possibile affrontare con provvedimenti particolari la situazione di allarme evidenziata dai dati:
- 40,5% della popolazione convive con almeno una malattia cronica.
- Ci sono oltre 4 milioni di anziani non autosufficienti.
- Il 51% delle visite specialistiche sono state pagate ricorrendo a risorse out of pocket o intermediate nel 2023.
- La spesa sanitaria pubblica pro capite è pari a 3.086 euro, contro una media UE di 3.832 euro.
- 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure nel 2024.
- Il 65,5% dei cittadini rifiuta il primo appuntamento proposto dal CUP.
- Abbiamo 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti rispetto agli 8,4 della media europea.
- La mobilità sanitaria passiva nel Sud ha un indice medio del 16,6% contro l'8,7% nazionale.
Presentazione pubblica
Il documento è stato presentato il 25 giugno 2026 attraverso un evento in modalità ibrida (in presenza e online), ospitato contemporaneamente presso nove università italiane:
- Università Bocconi
- Università di Catania
- Università di Genova
- LUMSA
- Università Magna Græcia
- Università di Messina
- Università del Salento
- Scuola Superiore Sant'Anna
- Università di Torino.
Le criticità individuate
Il documento evidenzia che il SSN soffre di alcune criticità strutturali:
- L’offerta di servizi è frammentata e sbilanciata verso l’acuzie, con una forte vocazione rispetto alle logiche prestazionali
- I livelli di finanziamento non sono coerenti con i LEA e questo produce un razionamento implicito, ampliando il divario tra diritti formalmente garantiti e quelli realmente esigibili;
- La governance di sistema è debole e disarticolata;
- Il management è selezionato prevalentemente su base locale, non esiste un corpo dirigenziale nazionale e il middle management è poco valorizzato ;
- La formazione del personale non è allineata ai fabbisogni reali;
- Il ricchissimo patrimonio informativo sulla salute è utilizzato solo in modo marginale e frammentato
- Si assiste a una progressiva perdita di fiducia dei cittadini nel servizio sanitario pubblico.
Il significato delle proposte di riforma illustrate durante l’evento
| Principio | Contenuto essenziale |
|---|---|
| 1. Sistema multilivello di tutela della salute | Governance articolata tra determinanti di salute (One Health), sistema complessivo dei servizi sanitari e sociosanitari e SSN propriamente detto, comprensivo del privato accreditato. |
| 2. Universalismo | Eliminazione della divaricazione tra diritti formalmente garantiti e diritti effettivamente fruibili, programmando in modo esplicito le priorità. Prescrizioni e PAI dovrebbero attivare automaticamente le prestazioni appropriate, mentre la stratificazione della popolazione deve guidare presa in carico personalizzata e valutazione degli esiti. |
| 3. LEA, finanziamento e compartecipazioni | Allineamento tra risorse disponibili e LEA, criteri trasparenti nelle priorità di finanziamento, compartecipazioni commisurate al reddito e progressivo avvicinamento alla media europea di finanziamento pubblico. |
| 4. Presa in carico, prossimità e multicanalità | Medicina di iniziativa, continuità assistenziale, professionista di riferimento per il paziente fragile, servizi accessibili anche tramite strumenti digitali come approcci strutturali. |
| 5. Umanizzazione, partecipazione e coinvolgimento | Rafforzamento del ruolo di cittadini, pazienti e loro organizzazioni nella programmazione e valutazione dei servizi e maggiore coinvolgimento nel percorso di cura. |
| 6. Programmazione del personale e superamento del mismatch delle competenze | Pianificazione dei fabbisogni collegata agli obiettivi assistenziali, coordinamento con il sistema universitario, valorizzazione di nuovi profili professionali e maggiore flessibilità nelle assunzioni. |
| 7. Direzione strategica delle aziende sanitarie | Creazione di un Albo nazionale dei Direttori Generali, sistema retributivo basato su responsabilità e risultati, incentivi alla mobilità verso territori più fragili. |
Il testo completo del documento e la registrazione del video dell’evento di presesentazione sono disponibili ai link sottostanti:
- Testo del documento ”Idee nuove per un SSN equo e sostenibile: una proposta di accademici ed esperti”.
- Registrazione completa dell’evento di presentazione “Idee nuove per un SSN equo e sostenibile”
Per eventuali domande o chiarimenti contattare: giordana.puritani@sdabocconi.it oppure irene.mastrantonio@sdabocconi.it
A quasi cinquant'anni dalla nascita del Servizio Sanitario Nazionale e a trent'anni dalle principali riforme degli anni Novanta, il sistema sanitario italiano si confronta con sfide sempre più complesse: invecchiamento della popolazione, crescita delle cronicità, aumento della rinuncia alle cure, carenza di professionisti e disuguaglianze territoriali. Per contribuire al dibattito sul futuro della sanità italiana, un gruppo di accademici ed esperti provenienti da diverse università italiane ha sviluppato una riflessione organica sui principali temi che il sistema dovrà affrontare nei prossimi anni, con l'obiettivo di alimentare il confronto tra istituzioni, professionisti e stakeholder del settore.